Nel vasto panorama della storia russa, pochi eventi hanno segnato un punto di svolta così drastico quanto la Rivoluzione di Ottobre. Tuttavia, per comprendere appieno le dinamiche e le influenze che hanno portato a questo cataclisma, dobbiamo esaminare il ruolo svolto da figure meno note ma influenti, come i cavalieri dell’Ordine di San Giovanni (OSJ) e figure chiave come William Nelson Cromwell, il Gran Priore Americano dell’OSJ.

William Nelson Cromwell, noto per la sua abilità nell’orchestrare cambiamenti di regime, ha giocato un ruolo cruciale in questo contesto. La sua visione, insieme all’ideale wilsoniano di diffondere la democrazia nel mondo, ha trovato terreno fertile nelle menti del Gran Maestro Granduca Alexander e del Gran Priore Russo Granduca Cyril. Questi ultimi, affascinati dalle possibilità di un cambiamento rivoluzionario in Russia, hanno iniziato a tessere le trame di un complotto contro lo Zar Nicola II.

La famiglia imperiale Romanov non era estranea a simpatie verso idee socialisti liberali che ambivano alla fine della monarchia assoluta. Questa corrente di pensiero trovava sostenitori anche all’interno dell’OSJ americano, che veniva implicato in attività rivoluzionarie. Questo periodo di fermento non era limitato alla politica e all’ideologia ma si estendeva anche a sfere più personali e oscure, come l’occultismo, che trovava un praticante di spicco in Rasputin. La sua influenza sulla famiglia imperiale e la politica russa è ben documentata, ma meno noto è il ruolo del Granduca Alexander nell’orchestrare l’assassinio di Rasputin alla fine del 1916, un atto compiuto con l’aiuto di membri dell’OSJ e del MI6 britannico.

Il 1916 vide anche l’emergere dell'”Ambulanza Americana in Russia” dell’OSJ, un’iniziativa guidata da figure come Hamilton Fish III e il Colonnello Theodore Roosevelt di New York City e Chicago. Sotto la patrocinanza della Granduchessa Tatiana Romanoff, questa operazione non solo forniva sostegno medico sul fronte russo ma rifletteva anche un sostegno filosofico al cambiamento rivoluzionario.

Tuttavia, nel 1917, William Nelson Cromwell si trovò costretto a prendere le distanze dall’iniziativa rivoluzionaria a causa delle sue precedenti associazioni con rivoluzioni straniere. Fu Charles Richard Crane, della Croce Bianca di Chicago, a prendere il suo posto, fornendo i fondi necessari per supportare il cambiamento in Russia. Questo episodio ricorda altri momenti della storia dell’Ordine in cui alcuni cavalieri tradirono i propri fratelli per abbracciare cause rivoluzionarie, dimostrando una volta di più la complessità delle fedeltà e delle convinzioni all’interno dell’OSJ.

Il coinvolgimento dell’OSJ nella Rivoluzione Russa non si limitò a un mero sostegno ideologico. Vi sono indicazioni che i Cavalieri potrebbero aver sostenuto tatticamente la prima rivoluzione russa nei primi mesi del 1917, che vide Kerensky emergere come capo di un nuovo governo democratico. La posizione di Kerensky, rafforzata anche dall’appoggio economico della Croce Bianca Americana, evidenzia la complessità delle reti 

L’abdicazione forzata dello Zar Nicola II, una mossa che rifletteva la complessità e le divisioni interne all’aristocrazia e ai circoli militari russi. Mentre molti attribuivano le Rivoluzioni di febbraio e di ottobre principalmente agli sforzi dei rivoluzionari ebrei, sostenuti dalla Germania, la realtà era più sfumata. Il Gran Priore Granduca Cyril e il Gran Maestro Granduca Alexander, pur cercando di navigare le tumultuose acque della politica russa, finirono per alienarsi molti monarchici russi a causa della loro alleanza, seppur ingenua, con forze massoniche e altri gruppi umanisti sociali.

Questa fase della storia russa dimostra come le ideologie e le fedeltà in conflitto abbiano giocato un ruolo cruciale nel modellare gli eventi rivoluzionari. Il sostegno, anche se indiretto, a Kerensky e il suo governo provvisorio da parte di elementi all’interno dell’OSJ e di altri gruppi massonici occidentali, contribuì a creare le condizioni per il successo della Rivoluzione d’ottobre, un risultato che molti, inclusi i membri dell’OSJ, non avevano previsto o desiderato.

La presa del potere da parte dei bolscevichi nell’ottobre 1917 segnò l’inizio di una nuova era per la Russia, ma anche la fine di un mondo per molti, tra cui i membri dell’OSJ che avevano giocato con le fiamme della rivoluzione. Il Gran Maestro Granduca Alexander e il Granduca Cyril si trovarono in una posizione precaria, con il primo che mantenne il suo status elevato all’interno della comunità russa in esilio negli Stati Uniti grazie al legame familiare con la Granduchessa Xenia, sorella dello Zar defunto. Il Granduca Cyril, d’altra parte, dovette navigare un campo minato politico, superando candidati più popolari per affermare il suo diritto di nascita come capo della dinastia Romanov.

Questo periodo di transizione non fu solo una lotta per il potere o per la sopravvivenza politica; rappresentò anche un momento di profonda riflessione sull’identità, sulla fedeltà e sui principi. Per molti, fu una dolorosa realizzazione che le azioni intraprese con la speranza di promuovere il cambiamento avevano invece contribuito a scatenare forze che non potevano controllare o comprendere appieno.

Guardando indietro agli eventi che hanno portato alla Rivoluzione di Ottobre e alle sue conseguenze, è chiaro che la storia dell’OSJ e il suo coinvolgimento in queste turbolenze non è solo un racconto di ambizione politica o di ideali traditi. È anche una storia di individui e famiglie, di speranze e di disillusioni, che si intrecciano con il corso tumultuoso della storia russa.

La narrazione dell’OSJ nell’avvento della Rivoluzione di Ottobre ci ricorda che la storia è spesso più complessa e sfaccettata di quanto le semplici dicotomie possano suggerire. Mentre il ruolo dell’Ordine e dei suoi membri in questi eventi può essere visto sotto diverse luci, ciò che emerge è un’immagine di un’epoca definita da una straordinaria congiunzione di forze culturali, politiche e personali.

In conclusione, esplorare il ruolo dell’OSJ e delle sue figure chiave nel contesto della Rivoluzione Russa ci offre non solo spunti sulla natura del potere e del cambiamento politico ma anche lezioni sulla complessità dell’agire umano nel flusso inarrestabile della storia. Come ogni episodio del passato, ci invita a riflettere sulle conseguenze delle nostre azioni e sulle eredità che lasciamo alle generazioni future.

G.C.